L’Assemblea del CSI Piemonte approva il Piano di Attività 2019

Il Consorzio nominato Cloud Service Provider da AgID

L'Assemblea del CSI Piemonte, presieduta dall'Assessore all'Innovazione della Regione Piemonte Giuseppina De Santis, ha deliberato oggi l'approvazione del Piano di Attività 2019, che segna l'inizio del nuovo corso per il CSI. Un piano di crescita con cui si darà attuazione alle linee d'intervento individuate nel Piano Strategico 2019 -2021, approvato lo scorso luglio dall'Assemblea.

Cresce rispetto allo scorso anno il valore della produzione, passando da 123 milioni di euro del 2018 a 134 milioni di euro previsti per il 2019, con una crescita costante dei ricavi nei prossimi anni. Un valore che si prevede arriverà a 138 nel 2021, soprattutto per quel che riguarda i nuovi progetti regionali della sanità.

Oltre a quello della crescita, caratterizzano il Piano altri quattro concetti chiave: partnership, Center of Excellence, evoluzione delle infrastrutture e la possibilità di andare oltre il Piemonte.
Il CSI si connoterà infatti come System Integrator per la Pubblica Amministrazione, promuovendo il riuso o la co-progettazione di nuove soluzioni.
I Center of Excellence saranno centrali per lo sviluppo e l'innovazione del CSI. 4 in tutto quelli previsti, dedicati ai temi dell'open source, della cybersecurity, del digital e UX design e dei big data analytics e intelligenza artificiale. A lavorarci saranno anche i 50 giovani neo-laureati che verranno assunti entro il 2021, di cui 15 già entrati in CSI nel 2018.
Per quanto riguarda l'evoluzione delle infrastrutture, inoltre, sono previsti investimenti che potenzieranno non solo i due Data Center che garantiscono sicurezza e continuità operativa, ma anche la rete regionale WI-PIE, l'infrastruttura cloud e la smart data platform. A tutto vantaggio di consorziati, PA e mercato.
Infine, si lavorerà per una crescita del Consorzio sul mercato nazionale e internazionale, attraverso il potenziamento della struttura organizzativa e l'ampliamento dell'offerta, con la ricerca di alleanze e partnership con il mercato.

"Abbiamo posato il primo mattone del CSI del futuro", ha dichiarato Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte. "L'obiettivo che ci siamo posti richiede un'evoluzione dell'organizzazione e un rafforzamento delle competenze interne. I primi frutti li stiamo già vedendo: pochi giorni fa siamo diventati Cloud Service Provider qualificato da AgID, che ha certificato l'affidabilità e la sicurezza delle nostre infrastrutture e dei nostri servizi. Si tratta di un grande risultato, che da oggi ci conferma come attori di primo piano nel percorso di trasformazione digitale del nostro Paese".
"Il piano approvato oggi – ha commentato Giuseppina De Santis, Assessore all'Innovazione della Regione Piemonte – permette di definire con chiarezza il nuovo modello produttivo, valorizzando gli asset su cui si concentrerà il lavoro del Consorzio nei prossimi tre anni. La crescita del valore della produzione, gli investimenti nelle infrastrutture e le nuove assunzioni in programma di giovani neo-laureati, ne rappresentano i primi punti cardine".
"La volontà della Città è quella di rendere i servizi dedicati ai cittadini sempre più accessibili e semplici. Stiamo lavorando con scadenze definite così da permettere ai cittadini e al Comune di Torino di testare e migliorare in modo continuativo ogni rilascio – ha spiegato Paola Pisano, Assessore all'Innovazione della Città di Torino - Siamo certi che, grazie alla collaborazione continua con il CSI e le novità annunciate per questo 2019, co-progetteremo tutti insieme servizi al cittadino efficienti e utili a tutti".

 

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CSI Piemonte e Lepida insieme per i big data

Raccogliere, analizzare ed elaborare in tempo reale i dati sulle reti wi-fi territoriali per offrire ai cittadini un servizio migliore. Questo è l'obiettivo dell'analisi condotta in Piemonte e in Emilia-Romagna su 1.597 hot spot pubblici che permettono ai cittadini di queste due regioni di connettersi gratuitamente e in modo semplice a Internet nei luoghi pubblici come piazze, biblioteche, parchi, municipi e musei.
Questa prima indagine ha permesso di conoscere in modo completamente anonimo, nel rispetto della normativa europea del GDPR, il numero complessivo di utenti connessi al Wi-Fi pubblico da febbraio a ottobre 2018, le fasce orarie più gettonate, i giorni della settimana con il numero più elevato di connessioni, come variano gli accessi e quali sono gli hotspot più utilizzati, attivati in Piemonte dal CSI Piemonte e in Emilia-Romagna da Lepida.
Dal confronto emerge che in Piemonte si ha un picco di accessi nel primo pomeriggio, intorno alle ore 15.00, dal martedì al venerdì, con un calo nel week end. Si può osservare che il maggior numero di utenti ha circa 20 anni e che a Torino ci sono gli hot spot più utilizzati. Seguono quelli di Cuneo, Pinerolo e Vercelli. Complessivamente sono 868.000 gli utenti che da febbraio hanno utilizzato il Wi-Fi pubblico, avendo la possibilità di autenticarsi anche attraverso le credenziali SPID.
In Emilia-Romagna moltissimi utenti si connettono invece tra le 10.00 e le 17.00, quindi per motivi di lavoro o di studio, con un picco di connessioni il giovedì, un dato che forse è correlato con la chiusura settimanale di alcuni esercizi commerciali. Il record assoluto di connessioni va invece a un emiliano che nel periodo di osservazione si è collegato ad Internet attraverso gli hot spot pubblici ben 5.800 volte. Quello situato a Carpi è l'hot spot più utilizzato e sono in totale 1.112.990 i dispositivi che si sono collegati al Wi-Fi pubblico (EmiliaRomagnaWiFI).
Come è stato possibile raccogliere e analizzare questa mole enorme di dati? Grazie alla Smart Data Platform della Regione Piemonte, in grado di coniugare Internet of Things e Open Data, realizzata con tecnologie open source. Sviluppata dal CSI Piemonte, la piattaforma ad oggi è utilizzata da 40 organizzazioni pubbliche e private con un patrimonio in continua crescita di oltre 1 miliardo di dati, che comprendono open data, dati privati e informazioni provenienti da diversi parametri ambientali, come temperatura, umidità, qualità dell'aria, luminosità, rumore, provenienti da circa 800 sensori dislocati sul territorio piemontese.

L'analisi fa parte di un percorso di sperimentazione avviato tra Lepida e CSI Piemonte sul tema dei Big Data con l'obiettivo di disegnare servizi e soluzioni attraverso nuovi modelli Big Data per la Pubblica Amministrazione per offrire ai cittadini un servizio migliore.

"Siamo lieti che questa sperimentazione si sia conclusa con successo", ha dichiarato Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte. "Questa prima indagine ha permesso di confrontarci con una realtà innovativa come Lepida e di confermare il valore della nostra Smart Data Platform, un'esperienza unica nel settore pubblico in Italia, poiché le piattaforme che mettono insieme IoT e Open Data sono sviluppate dalle aziende private. Per il CSI l'obiettivo è continuare a lavorare sull'enorme patrimonio pubblico dei dati per migliorare i servizi offerti ai cittadini e fornire alle Pubbliche Amministrazioni soluzioni tecnologicamente sempre più avanzate".

"L'analisi condotta ci ha permesso di testare e migliorare la nostra produzione interna di dati in termini di qualità, consistenza ed affidabilità degli stessi nonché ci ha consentito di delineare scenari utili anche in altri ambiti di data management e data analysis. Ringraziamo CSI Piemonte che ci ha coinvolto e ha messo a disposizione la propria piattaforma" ha sottolineato Gianluca Mazzini, Direttore Generale di Lepida "i dati provenienti dalle infrastrutture già realizzate, come in questo caso la rete dei punti EmiliaRomagnaWiFi, se analizzati possono favorire l'innovazione e la competitività".

 

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Il nuovo Direttore Generale del CSI Piemonte è Pietro Pacini

Il Consiglio d'Amministrazione del CSI Piemonte nella seduta odierna ha deliberato la nomina del nuovo Direttore Generale del Consorzio.

Si tratta dell'Ingegnere Pietro Pacini, 54 anni, laureato in Ingegneria Elettronica presso l'Università di Roma "La Sapienza" e con un Master in Ingegneria delle Telecomunicazioni conseguito al Politecnico di New York. Pacini ha maturato un'ampia e significativa esperienza presso importanti aziende, tra le quali Poste Italiane, dove, a partire da settembre 2010, ha ricoperto diversi incarichi tra i quali Responsabile del Governo delle Tecnologie e Direttore Vendite Pubblica Amministrazione.

Pacini ha iniziato la sua carriera professionale nel 1990 in Telecom Italia, dove ha ricoperto incarichi con crescenti responsabilità, tra cui quello di Amministratore Delegato di Telecontact.

Passato successivamente in Vodafone, ha ricoperto vari ruoli sia nell'ambito Customer Operations sia nelle Vendite, fino a diventare Amministratore Delegato di Vodafone Gestioni e Responsabile Canale Vendite Diretta Consumer.

Il nuovo Direttore Generale entrerà in carica il prossimo 15 ottobre e il suo mandato, di durata quinquennale, sarà innanzi tutto focalizzato sulla realizzazione del nuovo Piano Strategico 2019-2021 approvato dall'Assemblea dei Consorziati lo scorso 16 luglio.

Il processo di selezione è stato affidato ad un'apposita Commissione, nominata dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio, che si è avvalsa del supporto professionale dell'Advisor Spencer Stuart. Effettuata la comparazione dei profili professionali degli oltre 70 Candidati che hanno presentato domanda di partecipazione alla selezione, la Commissione ha stilato una graduatoria ristretta di 8 manager invitati a partecipare ad una successiva fase di colloqui, al termine della quale l'Ing. Pietro Pacini è risultato il candidato più idoneo.

L'Ing. Pietro Pacini subentra al Dott. Ferruccio Ferranti a cui il Consiglio di Amministrazione ha espresso l'apprezzamento e il ringraziamento per aver guidato con saggezza per 5 anni il Consorzio in un periodo di grande trasformazione.

Allegato: foto del nuovo Direttore

 

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Verso nuovi mondi: dati, intelligenza artificiale, cultura

Ogni 60 secondi nel mondo inviamo oltre 200 milioni di e-mail, pubblichiamo su Facebook oltre 3 milioni di post, scriviamo 342.000 tweet e facciamo oltre 3 milioni di ricerche su Google. Si calcola che entro il 2020 saranno generati 44 Zettabyte di dati on line (fonte: Osservatorio Bigdata - Politecnico Milano - 2017). Un’enorme quantità di dati eterogenei, in continua crescita, analizzabili in tempo reale, che provengono dalle interazioni sui social network, dai click su un sito, dai sensori intelligenti, o dal geoposizionamento dei nostri smartphone.

Stiamo vivendo nell’era della data economy, ma siamo in grado di interpretare questa enorme mole di informazioni? Chi ne detiene il controllo e può garantirne il corretto utilizzo? Quali sono gli impatti sulle persone, sui loro diritti e sulla loro privacy? In che modo i dati possono creare nuovi servizi e nuove opportunità per i cittadini? Sono le domande a cui ha voluto dare risposta il convegno “Verso nuovi mondi. Dati, intelligenza artificiale, cultura”, organizzato oggi a Torino dal CSI Piemonte.

Al centro dell’incontro, promosso dal Comitato Tecnico Scientifico del Consorzio, il confronto su una delle materie prime più preziose dei nostri giorni: i dati. Le informazioni rappresentano il “nuovo petrolio” del nostro tempo. Una risorsa che ha bisogno di competenze tecnologiche e visione strategica per essere correttamente estratta, raffinata, immagazzinata e distribuita.

L’intelligenza artificiale oggi ci aiuta a capire quali sono le tendenze profonde che si nascondono dentro i dati, anche dal punto di vista socio-economico. Fornisce una prospettiva completamente nuova che permette di estrarre evidenze anche dai dati statistici, un tempo considerati poco significativi.  Si  tratta  di  un’enorme  potenza  di  calcolo,  che  permette,  quando  usata  in  modo sofisticato, di ottenere una lettura profonda dei fenomeni. Sollevando però importanti interrogativi dal punto di vista etico: chi possiede questo tipo di strumenti e di sapere può infatti influenzare in modo significativo la vita delle persone, la politica e la società.

La sfida dell'intelligenza artificiale è quindi quella di affiancarsi all'intelligenza umana per individuare percorsi dotati di senso tra le grandi masse di informazioni. Occorre ripensare l'organizzazione della cultura partendo dalla digitalizzazione dei grandi "giacimenti" esistenti, per generare nuove spinte creative, prospettive di lavoro, strutture istituzionali e pratiche di fruizione.

Si tratta, insomma, di uno scenario in continua evoluzione, in cui opera a pieno titolo anche la nostra regione con il suo enorme patrimonio informativo culturale. Il CSI, per esempio, gestisce per conto della Regione Piemonte 2.650.000 titoli librari, circa 5 milioni di pagine provenienti dai Giornali del Piemonte e dall’Archivio Storico della Stampa, 129.000 file multimediali tra immagini, fotografie e video, 70.000 oggetti digitali e 500.000 schede descrittive di beni museali e archivistici.

“I big data rappresentano una grande sfida per il mondo culturale, nonché una risorsa il cui sviluppo dovrà essere il frutto di una stretta collaborazione tra più ambiti, dall'informatica, all'ingegneria, all'archivistica”, dichiara Antonella Parigi, Assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte.  “Come  ente  regionale  siamo  fortemente  impegnati  su  questo  tema,  innanzitutto  in sinergia con il CSI, per sviluppare strumenti che organizzino la grande mole di dati presenti sul territorio e le mettano a disposizione degli operatori ma anche degli amministratori pubblici locali per lo sviluppo delle politiche culturali, come peraltro già fatto con la piattaforma Mèmora”.

“Il rapporto fra dati e cultura è multiforme”, spiega Giulio Lughi, Presidente del Comitato tecnico Scientifico del CSI. “Innanzitutto i dati costituiscono uno strumento potente per valorizzare i giacimenti culturali esistenti, la cultura tradizionale. Ma c’è di più: ormai abbiamo bisogno di una vera e propria “cultura dei dati”, cioè la capacità di capire l’ecosistema informativo in tutta la sua complessità, Si parla di infoetica, di infoeconomia, ma anche di infoestetica: infatti sempre più prodotti artistici e culturali traggono ispirazione proprio dalla complessità dei dati”.

“I temi trattati oggi sono affascinanti e fondamentali”, sottolinea Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte. “ll CSI Piemonte lavora da sempre con i dati. Oggi puntiamo su advanced analytics, tecnologie big data e intelligenza artificiale per migliorare i servizi digitali per i cittadini e per rendere più efficiente la PA. Ma in questo momento di grandi cambiamenti anche noi abbiamo intrapreso un percorso di trasformazione, con un nuovo Piano Strategico che nei prossimi tre anni trasformerà profondamente la nostra capacità e il nostro modo di lavorare. Sta a tutti noi cogliere le opportunità che questo tempo ci offre”.

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Nasce il nuovo CSI Piemonte

L’Assemblea approva il Piano Strategico 2019 - 2021 del Consorzio

L’Assemblea del CSI Piemonte ha approvato oggi il Piano Strategico 2019-2021: un progetto di rilancio del Consorzio che porterà a incrementare nell’arco dei tre anni il valore della produzione, passando dagli attuali 120 milioni di euro a 138 milioni di euro all’anno.
I cambiamenti più significativi riguarderanno gli aspetti organizzativi e produttivi. Dopo diversi anni di blocco del turn over, ci sarà un parziale ricambio generazionale con l’inserimento di neolaureati e di professionalità ad hoc, pur mantenendo nel complesso gli attuali livelli occupazionali.
La “cultura aziendale” e l’organizzazione potranno contare su un rafforzamento mirato e costante delle competenze interne. Il rapporto con gli Enti sarà rivisto per potenziare agilità ed efficienza nella realizzazione dei progetti e dei servizi richiesti.
Tre gli obiettivi principali del Piano: rafforzare le capacità di IT governance del CSI per lavorare in modo ancora più coeso con i Consorziati; ridurre i costi della gestione attraverso investimenti mirati; accrescere la capacità di sviluppo del Consorzio, impiegando risorse interne per le attività più agili e flessibili e ricorrendo al mercato per i lavori maggiormente programmabili.
Saranno favorite le sinergie con le piattaforme nazionali, garantendo l'applicazione del modello di interoperabilità promosso da AgID e si rafforzerà ulteriormente l’adozione, quando possibile, di logiche e software Open Source. Si promuoverà il riuso di soluzioni tra Amministrazioni, sarà ampliata l'offerta di servizi digitali per cittadini e imprese, garantendo sempre alti livelli di sicurezza e affidabilità dei sistemi. Sarà inoltre fondamentale ricercare collaborazioni con altre in house per sviluppi comuni e servizi condivisi.
Per rafforzare il know-how necessario all'innovazione prevista dal Piano Triennale, si avvierà un programma straordinario di formazione. Nel triennio le giornate annue complessive di formazione passeranno dalle circa 4.300 degli anni precedenti a circa 6.300, con un aumento quasi del 50%.
Sotto il profilo economico, infine, è proposta una rimodulazione degli affidamenti e delle commesse degli Enti, con un’estensione degli attuali periodi convenzionali ad almeno 5/7 anni. Si prevedono anche contratti di servizio pluriennali di 3/5 anni.
“Sono molto soddisfatto – ha sottolineato Claudio Artusi, Presidente del CSI Piemonte - che l’Assemblea oggi abbia approvato questo Piano Strategico, che parte dalle sollecitazioni dei nostri Consorziati e rappresenta, dopo tanti anni, una vera e propria sfida. Abbiamo celebrato i nostri primi 40 anni e ora apriamo un nuovo corso, che guarda al mondo dell’innovazione e della tecnologia, puntando sui giovani, sulle relazioni internazionali e sull'aggiornamento costante. E che coniugherà il rispetto della nostra natura pubblica con l’adozione delle più moderne pratiche manageriali. Ringrazio quindi tutti gli Enti che oggi hanno deciso di condividere questa nostra visione, che garantirà al CSI Piemonte, una tra le maggiori in house nazionali, di rafforzare il suo ruolo centrale nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana”.


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