Polo Strategico Nazionale, arriva la conferma di AgID. Il Data Center del CSI è candidato ufficialmente

Il data center del CSI è stato ufficialmente dichiarato da AgID candidabile all'utilizzo da parte di un Polo Strategico Nazionale (PSN). La conferma è arrivata lunedì sera direttamente dall'Agenzia per l'Italia Digitale, che ha concluso la prima fase di analisi delle risposte pervenute al sondaggio lanciato nel 2018 e indirizzato a tutte quelle realtà pubbliche in possesso di un proprio data center.

778 amministrazioni che hanno risposto all'iniziativa. "625 di queste – si legge sul sito AgID – hanno dichiarato di possedere data center, per un totale censito di 927 data center. Altre 153 amministrazioni hanno dichiarato di non possedere data center, oppure di avvalersi di servizi IT erogati da altri soggetti".

Ma cosa significa esattamente e cosa cambierà per il CSI? "Si tratta di un primo riconoscimento molto importante – spiega Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI – perché abbiamo superato il primo vero esame verso quel titolo che ci darebbe la possibilità di rivestire un ruolo di primo piano a livello nazionale". L'iniziativa rientra infatti in pieno all'interno del "Piano Triennale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione", lanciato da AgID per cambiare il volto del Paese e favorire la trasformazione digitale dell'Italia: dalla PA ai cittadini, dalle imprese al mondo della ricerca.

Uno dei punti previsti dal Piano riguarda proprio quello della razionalizzazione dei data center pubblici, che punta sull'individuazione di alcune infrastrutture utilizzabili da un Polo Strategico Nazionale che servirà tutte le realtà pubbliche italiane, con una ottimizzazione delle risorse e risparmi sulla spesa pubblica stimati in circa 2 miliardi di euro all'anno.

"Si capisce quindi – continua Pietro Pacini – come questa candidatura rappresenti un passo avanti decisivo nel nostro percorso di crescita aziendale. Siamo entrati a far parte, infatti, di un primo gruppo ristretto di strutture potenzialmente adatte al ruolo. Anche se ora inizierà la fase più impegnativa, perché dovremo dimostrare coi fatti di meritarci questa possibilità. Per il CSI, che ha intrapreso un grande progetto di riorganizzazione e rilancio, si tratterebbe di un traguardo fondamentale, che andrebbe naturalmente ad aggiungersi a quello già ottenuto con la nomina a Cloud Servici Provider dello scorso marzo".

Inizia adesso una nuova fase del processo di selezione, che porterà in autunno a percorsi di verifica che AgID effettuerà con audit mirati nelle realtà candidate. Fino ad arrivare alle nomine definitive delle infrastrutture che diventeranno il cuore dell'Italia digitale.

"Siamo orgogliosi per la candidatura del CSI quale Polo Strategico Nazionale", commenta Matteo Marnati, Assessore all'Innovazione della Regione Piemonte. "Si consolida infatti l'impressione positiva maturata fin dai primi contatti della nostra Giunta con l'azienda. Inutile dire che, se confermato, questo risultato rappresenterebbe un grande valore per il Piemonte e per le sue capacità, posizionando una realtà pubblica regionale come il CSI fra i principali attori dell'innovazione a livello nazionale. Senza dimenticare che la realizzazione dei Polo Strategico ci permetterà di ridurre gli sprechi e di capitalizzare gli investimenti, liberando risorse cruciali che potranno essere ottimizzate per migliorare i servizi informatici dedicati ai cittadini e alle imprese, in modo da semplificare il loro lavoro e la loro vita quotidiana".

Molto positivo anche il commento di Paola Pisano, Assessora all'Innovazione della Città di Torino: "Sono lieta di apprendere la notizia, il team di Pietro Pacini si è da sempre distinto e questa candidatura ne è la prova. Questo momento rappresenta sicuramente un importante passo avanti per il CSI Piemonte e per la Città di Torino. La crescita e l'integrazione della digitalizzazione nella PA è sempre stata rappresentata dalla collaborazione delle nostre due entità, la crescita di una comporta un supporto per tutto l'ecosistema della macchina della digitalizzazione, siamo quindi molto lieti di questa possibilità".

 

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Il CSI Piemonte e la Fondazione ISI collaboreranno sui temi della ricerca e dell'innovazione

Stipulato un importante accordo di collaborazione per lo sviluppo di progetti innovativi e la promozione della cultura scientifica

Promuovere e sviluppare progetti di ricerca e di innovazione e favorire l'interscambio di esperienze e progettualità a partire dai temi della cyber security, blockchain, big data e intelligenza artificiale. Sono queste le principali finalità dell'accordo di collaborazione firmato fra il CSI e la Fondazione ISI.

L'intesa, della durata di cinque anni, segnerà l'avvio di una collaborazione sinergica nei diversi ambiti dell'innovazione, ponendo particolare attenzione alle tematiche in cui opera il CSI a favore dei suoi Enti Consorziati. L'accordo sarà finalizzato alla ricerca congiunta di finanziamenti da destinare allo sviluppo delle attività di ricerca e favorirà la promozione della cultura scientifica e tecnologica sul territorio, anche mediante iniziative di disseminazione. Il CSI e la Fondazione ISI, attraverso la stipula di questo accordo, intendono sviluppare e mettere a fattore comune le rispettive esperienze e conoscenze maturate in alcuni ambiti strategici, che il CSI da quest'anno ha voluto valorizzare attraverso la creazione di appositi Centri di Eccellenza aziendali.

"Nel Piano Strategico 2019-2021 e nel Piano di Attività 2019 del CSI Piemonte i temi della ricerca e dell'innovazione sono centrali per la crescita e lo sviluppo del Consorzio nei prossimi anni", ha sottolineato il Direttore Generale del CSI Piemonte Pietro Pacini. "La collaborazione prevista da questo accordo con questa importante istituzione, la Fondazione ISI, verte su temi di grande rilevanza scientifica e tecnologica e sono certo che svilupperà progettualità di interesse comune per i nostri Consorziati e per tutto il territorio piemontese".

"Oggi la scienza di frontiera – ha dichiarato il Presidente della Fondazione ISI Mario Rasetti - che opera nel campo dei dati, dell'intelligenza artificiale, dei sistemi complessi, si trova sempre più al confine con applicazioni che toccano la società in tutti i suoi aspetti: la salute, la sicurezza, lo stile di vita, l'economia e la finanza dalle blockchain alle criptovalute; le città intelligenti; l'Internet delle cose. La collaborazione con il CSI Piemonte porterà dunque un valore aggiunto importante non soltanto al settore applicativo, ma anche alla ricerca di base".

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La Regione Piemonte e il CSI vincono l’Open Gov Champion 2019 della Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

Favorisce la connessione fra le persone e stimola soluzioni innovative per il territorio. Con queste motivazioni l’OpenGov Champion promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha premiato Yucca la Smart Data Platform della Regione Piemonte, realizzata dal CSI.
La proclamazione dei vincitori è avvenuta a oggi a Roma, alla presenza del Ministro Giulia Buongiorno presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, in occasione dell’incontro dell’Open Government Forum che riunisce rappresentanti della società civile, del mondo universitario, delle imprese e delle associazioni di tutela dei consumatori, impegnati a garantire un confronto ampio e partecipato sui temi del “governo aperto”.
Il Premio OpenGov Champion è finalizzato a riconoscere e valorizzare nelle organizzazioni pubbliche italiane l’adozione di pratiche ispirate ai principi dell’amministrazione aperta: trasparenza, open data, partecipazione, accountability, cittadinanza e competenze digitali. In particolare il bando ha l’obiettivo di mettere in evidenza quanto di più avanzato e innovativo le Amministrazioni italiane sono in grado realizzare per aprirsi ai cittadini, essere trasparenti e applicare le nuove tecnologie per servizi offerti.
Sono 104 le soluzioni che sono state giudicate ammissibili dal Dipartimento della Funzione Pubblica, presentate da 32 Amministrazioni in una delle tre categorie in cui è strutturato il Premio: “Trasparenza e Open Data”, “Partecipazione e accountability” e “Cittadinanza e competenze digitali”.

La soluzione del CSI Piemonte ha ricevuto il titolo di “Champion” nella categoria “Trasparenza e Open Data perché “favorisce, attraverso la circolarità delle informazioni e dei dati, la connessione tra le persone e stimola innumerevoli soluzioni innovative per il territorio grazie a strumenti di analisi dei dataset”.

“Sono lieto - sostiene Matteo Marnati, Assessore all'Innovazione della Regione Piemonte - che la Smart Data Platform realizzata in collaborazione con il CSI abbia ottenuto questo importante riconoscimento, perché è un chiaro esempio di come la tecnologia possa essere al servizio di cittadini e imprese. Grazie a Yucca abbiamo avviato soluzioni concrete: penso al sistema che permette di monitorare i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie sul territorio o al servizio tributario che consente alla Pubblica Amministrazione di programmare e prevedere gli effetti delle politiche fiscali regionali. Soluzioni tecnologiche importanti che puntano su trasparenza, partecipazione e innovazione”.

“Sono orgoglioso che una soluzione come la nostra Smart Data Platform Yucca continui ad avere tutti questi riconoscimenti pubblici”, sottolinea Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte. “Abbiamo infatti sviluppato una piattaforma tecnologica capace di coniugare internet of things, big e open data, con un patrimonio in continua crescita di oltre due miliardi di dati provenienti da 50 organizzazioni pubbliche e private. Il risultato è oggi uno strumento open che permette sia di creare modelli organizzativi collaborativi tra istituzioni, cittadini e mondo del lavoro, che di ottimizzare cruscotti e servizi decisionali evoluti in ottica di Business Intelligence e Analytics”.

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Cloud e sicurezza: a Novara la quarta tappa del roadshow di CSI Piemonte

Sicurezza informatica, protezione dei dati personali e servizi in cloud. Questi i temi affrontati oggi nella quarta tappa del roadshow "Territorio del futuro. Cloud e sicurezza, la trasformazione digitale parte da qui" che si è tenuto a Novara, organizzato da CSI Piemonte, Regione Piemonte e Fondazione Torino Wireless per condividere esperienze con amministratori pubblici e imprese, fare il punto sulle opportunità disponibili e confrontarsi sulle strategie future nel settore ICT.
Al centro del convegno, promosso con il patrocinio del Comune di Novara e ospitato dalla Camera di Commercio di Novara, l'offerta di servizi pubblici al cittadino, che oggi è sempre più digitale e per questo si espone inevitabilmente ai rischi legati alla vulnerabilità dei sistemi e al fenomeno della criminalità cyber. La necessità di analizzare questi rischi e mettere in sicurezza dati, servizi e informazioni assume quindi un ruolo più che mai cruciale per la Pubblica Amministrazione. Ma qual è il livello di consapevolezza degli Enti e delle Aziende del territorio su questo tema? Quali sono le strategie messe in atto per prevenire gli attacchi informatici e proteggere i dati in un mercato in continua evoluzione?

"La tappa novarese del roadshow di CSI e Torino Wireless – ha commentato Matteo Marnati, Assessore all'Innovazione della Regione Piemonte - indica chiaramente la via che dobbiamo seguire se vogliamo che la tecnologia esca dai laboratori e dai centri di ricerca per rispondere davvero alle esigenze della gente. Dei cittadini, ai quali come Regione Piemonte vogliamo offrire servizi sempre più innovativi e facili da usare, ma anche delle imprese e delle pubbliche amministrazioni più piccole, che devono avere a disposizione gli strumenti per difendersi efficacemente dalle minacce informatiche, con la cybersecurity, e per fare efficienza e tagliare i costi, grazie al cloud. Siamo agli inizi del nostro mandato, ma di sicuro abbiamo tutte le intenzioni per garantire quel cambiamento di cui tutti i piemontesi hanno bisogno quando si parla di innovazione".

"La digitalizzazione, come tutte le sfide, presenta notevoli opportunità ma anche insidie – ha dichiarato Cristina D'Ercole, Segretario Generale della Camera di Commercio di Novara – Il sistema camerale offre alle imprese servizi innovativi per agevolare la propria attività e semplificare i rapporti con la PA, come, ad esempio, i dispostivi wireless di firma digitale e il Cassetto Digitale dell'imprenditore. Secondo i risultati dei test di autovalutazione raccolti dai Punti Impresa Digitali – ha continuato D'Ercole – tre imprese italiane su cinque sono ancora in uno stadio iniziale di digitalizzazione: per questo l'Ente camerale novarese ha stanziato oltre 96mila euro per le imprese provinciali che vogliono investire in tecnologie 4.0, incluse cloud e cybersicurezza, mettendo inoltre a loro disposizione un servizio di assistenza gratuita attraverso un Digital Promoter".

"Il nostro comune – ha sottolineato in merito all'evento Alessandro Canelli, Sindaco di Novara - ha intrapreso un percorso per essere sempre più smart e digitale; l'evento organizzato da CSI Piemonte, Regione Piemonte e Fondazione Torino Wireless con il supporto della nostra Camera di Commercio, è perfettamente in linea con gli obiettivi di mandato e con la necessità del nostro Paese di utilizzare le tecnologie digitali per crescere e competere in un mondo sempre più globalizzato".

"Noi possiamo aiutare il territorio e tutte le sue amministrazioni a far fronte a questi pericoli", ha spiegato durante il suo intervento Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte. "Il CSI può infatti mettere a disposizione l'esperienza del proprio Security Operation Center, un centro specializzato in sicurezza informatica in grado di fornire attività di formazione, supporto progettuale e organizzativo e di erogare servizi di sicurezza specifici. Con l'obiettivo di fare "rete" sul territorio per diffondere e applicare i principi della sicurezza informatica".
L'altro grande fronte di riorganizzazione per la pubblica amministrazione riguarda invece l'adozione di infrastrutture cloud, che consentono di migliorare la sicurezza, la protezione dei dati e l'efficienza dei sistemi ICT. Il cloud permette di ridurre i costi, rendere più semplice ed economico l'aggiornamento dei software e di velocizzare l'erogazione dei servizi a cittadini e imprese. Il Piano Triennale sull'Informatica nella PA e le successive circolari emesse dall'AgiD, l'Agenzia per l'Italia Digitale, hanno infatti individuato nel cloud un potente strumento di ammodernamento della macchina amministrativa e di trasformazione digitale.
"Grazie all'esperienza maturata negli ultimi anni e al recente riconoscimento come Cloud Service Provider qualificato – ha proseguito Pacini – il CSI Piemonte è in grado di affiancare le PA e le imprese in questo percorso mettendo a disposizione i propri data center, la propria piattaforma certificata ed elevate competenze tecniche, progettuali e organizzative".
Lo studio dell'osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano del 2018 mette in evidenza come, nonostante i passi avanti fatti nell'ultimo anno nei processi di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni locali, molto resti ancora da fare in ottica di "switch off" di servizi pubblici, dove esistono ancora ritardi importanti. Nel 2018 solo il 21% dei comuni intervistati ha smesso di erogare in modalità tradizionale ripensandone la gestione esclusivamente attraverso canali digitali. Un ulteriore 21% ha in cantiere progetti di switch-off per il 2019, mentre oltre il 65% dei Comuni non ha ancora fatto né intende attivare iniziative a breve.

"Certamente in Italia il processo di digitalizzazione – ha affermato durante i lavori Mario Manzo, Vicepresidente Esecutivo di Torino Wireless – è ancora all'inizio; anche gli ultimi dati del rapporto Assintel evidenziano come solo l'8% delle imprese italiane ha già raggiunto tutti gli obiettivi di digitalizzazione e che quasi un quinto non ha ancora definito invece alcuna strategia. È sempre più importante continuare a lavorare insieme a CSI e Regione Piemonte e mettere a fattore comune asset e competenze, valorizzando le buone pratiche delle nostre imprese, utilizzando gli strumenti regionali messi a disposizione e investendo in iniziative di formazione e informazione, per aiutare tanto le PMI quanto le PA a offrire servizi con modalità più moderne e inclusive, digitalizzare i processi, migrare verso infrastrutture tecnologiche più moderne, gestendo la cybersecurity e i big data, tutelando adeguatamente la privacy e ottenendo conseguenti risparmi diretti di spesa e maggiori entrate e risorse liberate per nuovi investimenti."

"Regione Piemonte – ha affermato Giorgio Consol Responsabile Servizi digitali per cittadini e imprese in chiusura dei lavori – intende rafforzare la propria vocazione di innovazione nel territorio piemontese, partendo dalle politiche nazionali calate nel Piano regionale pluriennale ICT 2019 - 2021. Piattaforme abilitanti, azioni di informazione e gruppi di lavoro tematici diventano lo strumento per raccogliere le esigenze del territorio e metterle a fattor comune nella ricerca di soluzioni. Cardini di queste azioni sono i sistemi tecnico organizzativi e la creazione di un team digitale che valorizzi la nuova figura del Responsabile della Transizione al Digitale".

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L'internet del futuro parte da blockchain e fiducia digitale

Sicurezza, trasparenza, tracciabilità, immutabilità e decentralizzazione. Sono questi i pilastri di quella che molti considerano la nuova Internet, ovvero la blockchain. Una tecnologia rivoluzionaria che sembra avere un potenziale dirompente paragonabile all’avvento del web e che può modificare profondamente il nostro modo di interagire con la società, le aziende e le istituzioni. Grazie soprattutto alla ridefinizione del concetto stesso di sicurezza delle informazioni.
Di questi temi si è parlato oggi durante il convegno “Blockchain e fiducia digitale un nuovo modello per servizi, dati e informazione” organizzato dal CSI Piemonte e dalla Fondazione Torino Wireless all’interno di Italian Tech Week, il più importante evento tech del Paese che dal 25 al 28 giugno ha riunito a Torino le eccellenze italiane ed europee impegnate a costruire il futuro del business e della società.

Rappresentanti delle istituzioni centrali e locali, mondo accademico e della ricerca, imprese e startup si sono confrontati sull’opportunità di impiego di questa tecnologia nella pubblica amministrazione, nel mondo del business e delle aziende per la realizzazione di nuovi servizi innovativi.
La nuova tecnologia può essere infatti applicata in diversi ambiti: dal settore finanziario e delle banche a quello manifatturiero, come ad esempio il comparto agroalimentare. Ma è soprattutto nella realizzazione dei servizi digitali per la PA che l’infrastruttura si mostra più promettente.
Oggi un’amministrazione veramente digitale e proiettata nel futuro non può limitarsi a proporre on line gli stessi servizi che ieri offriva tramite sportelli tradizionali: web, mobile e social permettono di semplificare i processi amministrativi e l’interazione con i cittadini, ma questo è solo il primo passo di un percorso molto più complesso, dove la blockchain può diventare protagonista.
È necessario quindi pensare a un nuovo modello di servizi digitali realizzati con il contributo di soggetti diversi: non solo PA e cittadini, ma università, istituti di ricerca, imprese, startup, sistema finanziario, organizzazioni no profit. Ognuno gioca un ruolo diverso, mette a disposizione dati, servizi, informazioni, con regole condivise che garantiscono sicurezza e trasparenza.

“Negli anni in cui lo Stato non è riuscito a mantenere il passo sui temi della digitalizzazione e l’Unione Europea non è stata capace di fare politiche comuni – ha dichiarato Laura Castelli, Viceministro dell’Economia e della Finanze - abbiamo perso risorse e competitività. In Italia serve una strategia innovativa e coraggiosa. A questo lavoriamo, anche per migliorare la qualità dei servizi che lo Stato, nella sua accezione più larga, deve offrire ai cittadini. La Blockchain ci permette di alzare la qualità della vita dei cittadini da una parte, dall'altro ci permette di massimizzare la crescita, favorendo lo sviluppo del Paese e nel contempo la tutela dei conti pubblici. I dati, inalterabili ed immodificabili, garantiscono i processi democratici e sono meno permeabili da fenomeni di corruzione. Purtroppo siamo ancora indietro, ma con un gioco di squadra possiamo recuperare il tempo perduto, lavorando soprattutto in formazione e informazione. Dobbiamo farlo mettendo a sistema la Pubblica Amministrazione e il mondo produttivo. Così facendo, riusciremo a garantire servizi più rapidi, sicuri, efficienti, ma soprattutto trasparenti, con una ricaduta positiva, in tutti i settori”.

“La Città di Torino ha iniziato il percorso sulla blockchain un paio di anni fa - ha spiegato Paola Pisano, Assessora all’Innovazione della Città di Torino - analizzando quali servizi potessero essere supportati da questa tecnologia e quali benefici potesse portare. Oggi insieme al CSI stiamo portando avanti processi importanti di innovazione per la nostra città, “pensando direttamente in digitale”, ovvero realizzando servizi solo in digitale, come ad esempio il servizio di iscrizione ai nidi d’infanzia che ha gestito on line 8.000 domande delle famiglie torinesi o il sistema di spunta digitale per l’assegnazione dei posti nelle aree mercatali torinesi. Progetti importanti che rappresentano prima di tutto quel processo di innovazione culturale di cui abbiamo bisogno per cambiare realmente il Paese”.

“Il CSI Piemonte sta esplorando i benefici di questa tecnologia – ha sottolineato Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte - nel processo di trasformazione digitale del settore pubblico. Per questo nel nostro Piano Strategico abbiamo deciso di investire sulla Blockchain dedicandole anche uno dei sette nuovi Centri di Eccellenza. Uno dei primi progetti su cui stiamo lavorando riguarda l’adozione di questa tecnologia nel settore welfare, per la gestione dei sussidi alle famiglie che iscrivono i propri figli all’Estate Ragazzi a Torino. Attualmente le famiglie in fase di iscrizione devono compilare e consegnare moduli, autocertificazioni e documenti in formato cartaceo per attestare le condizioni richieste per l’attivazione del sussidio. Con questo progetto semplificheremo e digitalizzeremo tutto l’iter, con grandi vantaggi per tutti: il cittadino non dovrà più recarsi nei vari sportelli pubblici per avere i documenti cartacei necessari ad avere il sussidio, ma li otterrà automaticamente. Gli uffici pubblici, dal canto loro, potranno verificare in tempo reale i requisiti socio-economici e il numero di richieste pervenute, in tutta sicurezza e con risparmi di tempi e costi”.

“Il mercato delle applicazioni Blockchain è in forte crescita – ha concluso Mario Manzo Vicepresidente esecutivo di Fondazione Torino Wireless – e costituisce una grande opportunità di sviluppo tanto per le imprese dell’offerta che per i settori in cui queste soluzioni si applicano. Secondo i dati recentemente presentati dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, i progetti Blockchain in Italia nel 2018 hanno visto una crescita del 76% rispetto al 2017 con un investimento di circa 15 milioni di euro e la maggiore crescita ha riguardato le soluzioni per l’e-government e per la tracciabilità agroalimentare. Considerando che si tratta di un mercato ancora agli albori, gli investimenti sono ancora limitati e vi è ancora una scarsa conoscenza di questa tecnologia, come Torino Wireless siamo impegnati tanto in attività divulgative, come la giornata di oggi insieme a CSI, quanto nello sviluppo di azioni sia a sostegno della domanda, ad esempio analizzando i casi applicativi di successo, che dell’offerta con azioni di networking ricerca e impresa e di supporto alla progettualità e alle sperimentazioni”.

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